La pachimetria corneale è un esame diagnostico utilizzato in oftalmologia per misurare lo spessore della cornea, la membrana trasparente che ricopre la parte anteriore dell’occhio e contribuisce alla messa a fuoco delle immagini sulla retina.
Questo esame è molto importante perché lo spessore corneale può influenzare la pressione intraoculare e quindi la diagnosi e il monitoraggio di patologie oculari, in particolare il Glaucoma.
Una cornea troppo sottile può far sottostimare la pressione oculare, mentre una cornea più spessa può farla sovrastimare; per questo motivo la pachimetria è spesso eseguita insieme alla tonometria.
Esistono principalmente due tipi di pachimetria:
1. Pachimetria a contatto (ultrasonica)
Utilizza una piccola sonda che viene appoggiata delicatamente sulla superficie della cornea dopo l’applicazione di un collirio anestetico. La sonda emette ultrasuoni e calcola lo spessore corneale misurando il tempo impiegato dall’onda sonora per attraversare la cornea.
2. Pachimetria ottica (senza contatto)
Si basa su strumenti che utilizzano luce o laser per analizzare la cornea senza toccare
l’occhio. Questa tecnica è più confortevole per il paziente e spesso è integrata in strumenti
diagnostici più complessi.
La pachimetria corneale viene utilizzata in diversi contesti clinici:
- diagnosi e controllo del glaucoma
- valutazione preoperatoria nella chirurgia refrattiva (come quella con laser per correggere miopia, ipermetropia o astigmatismo)
- monitoraggio di patologie corneali, ad esempio il Cheratocono
- valutazione dell’edema corneale
I valori normali dello spessore corneale centrale sono generalmente compresi tra circa 520 e 560 micrometri, anche se possono variare leggermente tra individui.
In conclusione, la pachimetria corneale è un esame rapido, sicuro e indolore, fondamentale per una corretta valutazione della salute dell’occhio e per la pianificazione di diversi trattamenti oftalmologici.